PANETTA: BENE LA CRESCITA IN ITALIA, MA OCCHIO ALLA PRODUTTIVITÀ
- 23 feb
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Un’economia italiana che cresce in linea con l’Unione europea, ma con nodi strutturali ancora irrisolti. Un ciclo tecnologico globale trainato dall’intelligenza artificiale che sostiene scambi e investimenti, senza però cancellare fragilità e tensioni geopolitiche. I dazi che, finora, pesano soprattutto sugli Stati Uniti e impongono una riflessione sul futuro del commercio internazionale. Sullo sfondo, un sistema monetario segnato dalla crisi del multilateralismo e dalla centralità del dollaro, con la necessità di sviluppare l’euro digitale.
È il quadro delineato dal governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, intervenuto al 32esimo congresso annuale dell’Assiom Forex al Palazzo del Casinò del Lido di Venezia.
Sui progressi italiani, Panetta riconosce i passi avanti ma invita alla prudenza. "I progressi conseguiti" dall'Italia nell'ultimo decennio "non vanno sottovalutati. Non sono tuttavia sufficienti a colmare le carenze strutturali accumulate nel tempo né a garantire un ritorno stabile su un sentiero di crescita duratura".
Il governatore ha inoltre sottolineato che "un modello di crescita fondato sull'espansione dell'occupazione e su salari contenuti non è sostenibile. La riduzione della popolazione in età lavorativa, il cui impatto è stato finora compensato dall'aumento della partecipazione e dal calo della disoccupazione, si accentuerà nei prossimi anni. Senza un deciso aumento della produttività, lo sviluppo rischia di arrestarsi. Occorre un'economia più innovativa, che ponga conoscenza e capitale umano al centro della propria strategia di crescita. Le tecnologie digitali offrono un'opportunità che non può essere rinviata: accelerarne la diffusione deve diventare una priorità per l'Italia, come per l'Europa".
Nonostante l’instabilità internazionale, Panetta ha ricordato che "nonostante l'instabilità internazionale, che ha frenato le esportazioni di beni, nel 2025 il Pil italiano è cresciuto per il quinto anno consecutivo, dello 0,7 per cento. Dopo una prima metà dell'anno caratterizzata da volatilità, l'attività si è rafforzata negli ultimi due trimestri, sostenuta dalla domanda interna, in particolare dagli investimenti".
Dal 2020 il Pil italiano è cresciuto in linea con l’area euro, con una dinamica più intensa nel Mezzogiorno. "Dal 2020 il Pil è aumentato in linea con l'area dell'euro e a ritmi superiori a quelli del decennio precedente la pandemia. La crescita ha interessato l'intero territorio nazionale ed è risultata maggiore nel Mezzogiorno, interrompendo una lunga fase di divergenza rispetto al resto del Paese", ha spiegato, sottolineando che "questi risultati riflettono il sostegno delle politiche pubbliche, ma anche la ristrutturazione del tessuto produttivo avviata nello scorso decennio.
Le imprese italiane sono oggi mediamente più capitalizzate, più redditizie e più competitive sui mercati internazionali". Parallelamente, "il sistema bancario - a lungo considerato un elemento di fragilità - si è rafforzato in modo significativo".
Nel contesto globale, l’intelligenza artificiale emerge come motore di investimenti e produttività, ma con effetti ancora incerti. Nonostante le tensioni geopolitiche, "l'economia mondiale non ha rallentato: la crescita ha superato le attese e il commercio internazionale ha continuato a espandersi. È il segno della capacità di adattamento del sistema produttivo globale". Tuttavia, è lecito attendersi "che l'IA dia impulso alla produttività" anche se "permangono tuttavia incertezze rilevanti sull'intensità del suo impatto e della distribuzione tra Paesi, lavoratori e settori". Per questo "investire nella formazione, nel capitale umano e nella conoscenza è condizione essenziale affinché l'innovazione, soprattutto nei settori a più alta intensità tecnologica, si traduca in produttività diffusa e in crescita duratura, consentendo al tempo stesso di governarne le implicazioni economiche e sociali".
Sul commercio internazionale, il governatore invita a un ripensamento strategico. "Il commercio internazionale va ripensato" ma "salvaguardando i benefici dell'integrazione e riconoscendo che sicurezza e geopolitica sono ormai componenti essenziali delle scelte economiche. Occorre rafforzare i legami commerciali bilaterali e plurilaterali con i Paesi che continuano a riconoscere i vantaggi di relazioni fondate su regole condivise. Questa strategia è già in corso".
Sul fronte europeo, Panetta indica come prioritaria "la creazione di un autentico mercato europeo dei capitali", sottolineando che "la creazione di un autentico mercato europeo dei capitali è essenziale per valorizzare l'ingente risparmio disponibile - oggi in larga parte impiegato al di fuori dell'Unione - e per attrarre capitali internazionali da indirizzare verso gli investimenti strategici e il rafforzamento della competitività europea".
Secondo il governatore, "i progressi compiuti di recente dalle istituzioni europee e dalle autorità di vigilanza vanno nella giusta direzione, ma non sono sufficienti a realizzare un mercato dei capitali pienamente integrato". Inoltre, "un nodo centrale resta l'introduzione di un titolo pubblico comune, sul quale mi sono espresso in altre occasioni. Un titolo sovrano europeo consentirebbe di finanziare su scala adeguata i beni pubblici europei e, al tempo stesso, offrirebbe agli investitori un'attività sicura e liquida di riferimento, rafforzando l'integrazione finanziaria dell'Unione".
Sul capitolo dazi, l’impatto si sarebbe concentrato soprattutto sugli Stati Uniti. "Nonostante l'introduzione dei dazi, nel 2025 il commercio internazionale è cresciuto del 4%, un ritmo superiore a quello del Pil mondiale e doppio rispetto alle attese. Vi hanno contribuito l'applicazione di dazi inferiori a quelli inizialmente annunciati e l'assenza di ritorsioni generalizzate che hanno attenuato gli effetti sulla domanda globale. Oltre la metà dell'espansione è riconducibile al forte aumento degli scambi legati all'intelligenza artificiale". Inoltre, "in base alle stime disponibili, l'onere dei dazi sarebbe finora ricaduto sull'economia statunitense" mentre gli esportatori stranieri "ne avrebbero sostenuto una quota limitata, stimata intorno al 10%". Tuttavia, "ciò non significa che i dazi siano privi di costi. Essi hanno accresciuto la complessità delle catene globali del valore, con effetti sui costi di produzione, sui tempi di approvvigionamento e sulla trasparenza degli scambi".
Sui mercati finanziari, il clima appare più disteso ma non privo di rischi. "Nella seconda metà del 2025 i corsi azionari sono tornati a crescere, raggiungendo nuovi massimi e consentendo agli investitori di recuperare rapidamente le perdite subite. La volatilità è tornata su livelli contenuti sia nei mercati azionari sia in quelli obbligazionari". Tuttavia, "non si può escludere che i rischi siano solo parzialmente incorporati nelle valutazioni correnti". Questo ottimismo "contrasta con l'elevata incertezza dello scenario globale" e con la "crescente divergenza tra l'andamento dei mercati azionari e obbligazionari privati e quello dei titoli sovrani".
Infine, nel quadro di una crisi del multilateralismo e di una possibile frammentazione valutaria, Panetta richiama l’attenzione su stablecoin ed euro digitale. L’espansione delle prime "solleva interrogativi rilevanti. Negli Stati Uniti e nell'Unione europea sono state introdotte normative volte a rafforzarne la trasparenza, la solidità degli emittenti e la tutela degli utilizzatori. Tali interventi riducono i rischi, ma non li eliminano".
Di fronte a queste trasformazioni, conclude il governatore, "il cambiamento va governato, non subìto" con "un impegno deciso nella digitalizzazione dei due pilastri del sistema finanziario: la moneta della banca centrale e la moneta bancaria. Solo così sarà possibile preservare la stabilità e la fiducia. In questa direzione si muovono l'Eurosistema e la Banca d'Italia. Il progetto di euro digitale mira a tutelare il ruolo della moneta pubblica nei pagamenti al dettaglio in un contesto di crescente digitalizzazione".














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