TORINO INNOVA MA NON SCALA
- 1 giorno fa
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Torino si conferma un ecosistema vivace per l’innovazione, ma mostra segnali di rallentamento proprio sul fronte decisivo: quello dei finanziamenti. È quanto emerge dall’edizione 2026 della Ricerca sulle Startup e sul Sistema dell’Innovazione a Torino, presentata alla business school Escp dal Club degli Investitori insieme ai principali attori locali.
Nel 2025 il numero di startup e Pmi innovative è cresciuto del 6%, raggiungendo 665 realtà, in controtendenza rispetto al calo dell’1% registrato a livello nazionale. Aumenta anche il valore della produzione, salito del 7% rispetto al 2024: un segnale di un tessuto imprenditoriale che continua a generare valore, con performance medie superiori alla media italiana.
Il dato critico riguarda però gli investimenti. La raccolta complessiva si è fermata a 99,9 milioni di euro, in calo del 15% rispetto ai 118 milioni del 2024, mentre in Italia si registra una crescita del 18%. Ancora più marcata la contrazione del numero di round, scesi da 81 a 56 (-31%) in un anno.
È qui che emerge il vero nodo: Torino continua a generare molte iniziative, ma fatica a sostenerle nella fase di crescita. Le operazioni restano numerose — la città è seconda in Italia per numero di round — ma di dimensioni contenute. Un limite strutturale che rischia di bloccare il salto da “città di startup” a ecosistema di scaleup, capace di attrarre capitali consistenti e competere a livello internazionale.
A trainare resta il deep tech, che rappresenta il 32% delle startup e concentra oltre il 68% degli investimenti, con settori come biotech, tecnologie industriali, materiali avanzati e aerospace. Seguono il software (22%) e il digital B2C (15%).
Parallelamente cresce l’internazionalizzazione: il 90% delle startup ha una vocazione globale e oltre il 40% dei team include almeno un membro straniero. Negli ultimi anni circa 50 startup si sono trasferite o hanno aperto sedi a Torino, segno di un’attrattività in aumento.
L’ecosistema può contare su una rete ampia — circa 30 tra incubatori e acceleratori, una quindicina di investitori e oltre 6.500 addetti — che tuttavia rischia di risultare frammentata.
Il confronto europeo resta però distante: con 665 startup, Torino è ancora lontana da poli come Milano, Barcellona, Monaco o Zurigo, soprattutto per la capacità di attrarre grandi investimenti.
La fotografia è chiara: Torino innova, ma non scala. E senza capitali adeguati, il rischio è che la crescita si fermi proprio sul più bello.














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