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FARMACI INNOVATIVI E GEOPOLITICA

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Farmaceutica, tre direttrici strategiche per il futuro dell’Italia tra innovazione e sfide geopolitiche

Un’ondata di nuovi farmaci è alle porte e promette di cambiare radicalmente la storia naturale di molte patologie, dall’oncologia alle malattie del sistema nervoso centrale fino alle patologie rare. In questo scenario in rapida evoluzione, anche l’industria farmaceutica italiana sta attraversando una fase di trasformazione, con un numero crescente di imprese impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative.

Per Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia (SIF), il momento è decisivo: l’Italia deve “fare sistema” per giocare un ruolo da protagonista. In assenza di un ecosistema solido e coordinato, il rischio è quello di dipendere da altri attori internazionali.


Competizione globale e necessità di governance

Il settore farmaceutico italiano resta uno dei pilastri industriali europei, ma la competizione si gioca su scala globale. Stati Uniti e Cina, grazie a forti investimenti e a una visione strategica condivisa, hanno consolidato il proprio ruolo di leadership. In questo contesto, il sistema italiano è chiamato a rafforzare la propria governance e a dotarsi di strumenti più efficaci per garantire accesso all’innovazione, sostenibilità e capacità di attrarre investimenti.


Tra tensioni geopolitiche e rischio carenze

Le dinamiche internazionali incidono in modo crescente sulla filiera del farmaco. Gran parte dei principi attivi e delle materie prime proviene infatti dall’Asia, rendendo il sistema esposto a tensioni geopolitiche e interruzioni della catena di approvvigionamento. Il rischio di carenze, soprattutto per i farmaci equivalenti a basso costo, resta concreto.

Parallelamente, l’aumento delle alternative terapeutiche può contribuire a mitigare queste criticità, ampliando le opzioni disponibili per i pazienti.


Verso il Testo unico della legislazione farmaceutica

Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato sottolinea la necessità di una visione unitaria, che trovi attuazione nel futuro Testo unico della legislazione farmaceutica, atteso entro dicembre 2026. L’obiettivo è superare un quadro normativo frammentato e in parte obsoleto, ancora basato su regi decreti degli anni Trenta, integrando innovazione, sostenibilità e prossimità dei servizi.

Tra le priorità: migliorare l’accesso ai farmaci, rafforzare l’aderenza terapeutica e rilanciare la produzione nazionale ed europea di principi attivi, anche in un’ottica di sicurezza strategica.


Costi in crescita e pressioni sulle imprese

Le imprese segnalano un aumento significativo dei costi di produzione, legato soprattutto all’energia e alle materie prime. Secondo Farmindustria, l’incremento può arrivare fino al 30% rispetto al 2022 per alcune categorie di farmaci. Le tensioni internazionali, come quelle nello Stretto di Hormuz, contribuiscono ad alimentare un clima di incertezza che impone scelte rapide e strategie di lungo periodo.

Ridurre la dipendenza da Cina e India e sostenere l’innovazione diventano quindi obiettivi centrali per la tenuta del comparto.


Le tre direttrici strategiche

Dal confronto tra istituzioni e operatori emergono tre priorità chiave per il futuro del settore:

  • garantire un accesso tempestivo ed equo ai farmaci;

  • affrontare l’impatto delle dinamiche geopolitiche sulla filiera;

  • rafforzare l’ecosistema della ricerca e sviluppo.

Sul fronte dell’accesso, restano criticità legate alla frammentarietà dei programmi di accesso anticipato, che necessitano di maggiore uniformità e coordinamento.


Il nodo europeo

Infine, si apre il tema del ruolo dell’Europa. Secondo gli operatori del settore, manca ancora una visione realmente competitiva a livello comunitario. L’Italia, pur nel quadro europeo, è chiamata a contribuire alla definizione di una strategia capace di coniugare tutela dei cittadini, sviluppo industriale e capacità di innovazione.

La posta in gioco è alta: non solo la competitività del settore, ma la sicurezza sanitaria ed economica del Paese.

Se vuoi, posso renderlo più sintetico (taglio agenzia) oppure più critico/analitico, spingendo di più sulle contraddizioni del sistema.

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