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LE CRIPTO-STARTUP TORINESI

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Torino si conferma un polo di interesse per il mondo Bitcoin e più in generale per l’ecosistema delle cripto-startup, in un contesto in cui l’attenzione mediatica sul cosiddetto “oro digitale” si è ridimensionata rispetto agli anni passati. Un calo di visibilità che non coincide necessariamente con una fase di debolezza del settore, almeno secondo chi vi opera quotidianamente.


«Bitcoin è un soft payment, ma anche un asset alternativo rispetto a valute tradizionali soggette a perdita di potere d’acquisto», spiega Francesco Farenga, membro del team di Fulgur Ventures e protagonista della nuova puntata dedicata a venture capital, investitori e attori dell’innovazione. Una lettura che colloca la criptovaluta non solo come strumento di pagamento, ma anche come riserva di valore in un contesto macroeconomico instabile.

Secondo Farenga, la diffusione di Bitcoin passa necessariamente attraverso lo sviluppo di un ecosistema di startup in grado di costruire prodotti e servizi accessibili: «Bitcoin oggi è ancora per chi ha competenze tecniche, ma per diventare mainstream ha bisogno di imprese innovative che ne facilitino l’utilizzo e l’adozione».


In questa direzione si inserisce anche l’esperienza di Blox Space, realtà appena inaugurata a Torino e guidata dallo stesso Farenga come Lead, con l’obiettivo di sostenere e pre-incubare startup del settore. Lo spazio si propone come punto di incontro per founder e talenti interessati a esplorare opportunità nel comparto cripto, in Italia e all’estero.

Il confronto su Bitcoin, nel contesto delle interviste dedicate a VC e investitori, si conferma così un tema ancora divisivo ma ricco di implicazioni economiche e imprenditoriali, tra visioni contrastanti e nuove traiettorie di sviluppo.

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