BIOTECH 2025: LA CRESCITA CONTINUA...
- davidecuneo
- 11 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Assobiotec-Federchimica ha presentato a Milano, il 9 dicembre, il rapporto “Il Biotech in Italia 2025. Numeri, storie e trend”, realizzato in collaborazione con gli Osservatori della School of Management del Politecnico di Milano. Basato su un modello di analisi fondato sui codici Ateco, il documento offre la stima più accurata finora disponibile sulla presenza e sulla diffusione delle biotecnologie nel sistema produttivo nazionale.
I risultati mostrano un settore ampio, dinamico e in continua espansione. Nel 2024 le imprese biotech attive in Italia hanno raggiunto quota 5.869, il 5% in più rispetto all’anno precedente. Il fatturato complessivo ammonta a 53,4 miliardi di euro (+5%), mentre gli addetti sono 102.565, con un incremento del 4%. Il comparto è caratterizzato da una forte prevalenza di micro e piccole imprese — l’89% del totale — e da una marcata concentrazione nel Nord Italia, dove opera il 47% delle aziende.
La distribuzione settoriale evidenzia la pervasività delle biotecnologie lungo tutta la filiera produttiva. L’area agroalimentare e zootecnica rappresenta il 65% delle imprese, con ricavi che superano i 27 miliardi di euro. Il comparto biomedico e sanitario, pur costituendo solo il 7% delle aziende, genera 20,8 miliardi di euro ed è quello con il valore medio più elevato per impresa. L’ambito industriale e ambientale raccoglie il 27% delle realtà attive e produce oltre 5 miliardi di fatturato.
Il report dedica inoltre un approfondimento alle 559 startup e Pmi innovative biotech, realtà in rapida crescita che trainano lo sviluppo tecnologico. Queste imprese si distinguono per la forte propensione alla ricerca deep-tech e per modelli di collaborazione strutturati con università e centri di ricerca. Nel corso dell’evento è stato anche assegnato l’Assobiotec Media Award, il riconoscimento destinato ai professionisti della comunicazione più attivi nella divulgazione del settore.
Il documento analizza poi i principali trend internazionali che stanno ridisegnando il panorama del biotech: medicina di precisione, biosoluzioni, fermentazione di precisione, tecniche di evoluzione assistita e bioconversione. Queste direttrici indicano un percorso verso un comparto sempre più integrato, sostenibile e competitivo a livello globale. La fotografia complessiva restituisce l’immagine di un settore vivace ma in trasformazione, strategico per l’innovazione e la competitività del Paese. Restano tuttavia sfide importanti, tra cui l’accesso ai capitali, la crescente competizione internazionale e l’evoluzione del quadro regolatorio.
«Questa nuova mappatura ridisegna in modo sostanziale il ruolo del biotech nell’economia nazionale» ha dichiarato Fabrizio Greco, presidente di Assobiotec-Federchimica. «Per la prima volta disponiamo di una rappresentazione scientificamente fondata della presenza biotecnologica in Italia, nelle sue componenti più tradizionali — particolarmente rilevanti in ambito agricolo e industriale — e in quelle più innovative, che emergono con forza nel settore biomedico e sanitario e che da sole generano circa il 40% del fatturato biotech nazionale».
Greco ha aggiunto che il peso crescente delle biotecnologie all’interno del “made in Italy” evidenzia la necessità di un ecosistema capace di stimolare l’innovazione in ogni area applicativa. «La nostra speranza è che questa fotografia aggiornata aiuti istituzioni, imprese e comunità scientifica a sostenere un settore in grado di incidere profondamente sulla competitività e sulla sostenibilità del Paese, oggi al centro anche della strategia europea con l’imminente EU Biotech Act».
Secondo Chiara Sgarbossa, direttrice degli Osservatori Sanità Digitale e Life Science Innovation del Politecnico di Milano, «l’ecosistema biotech italiano mostra un dinamismo crescente, alimentato dalla nascita di nuove imprese — in particolare startup e Pmi innovative — e dal consolidamento dei processi di trasferimento tecnologico». Rafforzare il dialogo tra accademia e industria è fondamentale per sostenere la crescita di queste realtà, che trovano nei programmi di accelerazione, nei fondi di investimento e nelle reti di competenze strumenti cruciali per portare l’eccellenza scientifica italiana sul mercato globale.
Sgarbossa ha concluso sottolineando l’importanza di monitorare costantemente le tendenze tecnologiche emergenti per orientare strategie, investimenti e politiche di sviluppo. Tra i driver più influenti figurano medicina di precisione, biosoluzioni, fermentazione di precisione, tecniche di evoluzione assistita e bioconversione, direttrici che tracciano la rotta verso un biotech sempre più sostenibile, integrato e competitivo.





















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