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LuNaDrone: L'ITALIA ACCELERA VERSO LA LUNA

  • 7 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

«Con il nostro LuNaDrone vogliamo rivoluzionare l’esplorazione lunare: un sistema capace di volo autonomo, operativo anche dopo l’atterraggio e adattabile alla navigazione in ambienti privi di copertura». A spiegarlo è Stefano Pescaglia, fondatore di Evolunar, giovane spin-off del Politecnico di Torino composto da un team di ingegneri under 30. L’azienda si è già fatta conoscere per lo sviluppo di veicoli autonomi destinati alla Luna e al suo sottosuolo, e oggi entra tra le nove startup selezionate da “Takeoff”, il programma di accelerazione dedicato all’aerospazio.


Il nome del progetto – che significa “decollo” – richiama non solo il lancio di un razzo, ma anche la crescita di nuove imprese. Lo scorso 18 febbraio, alle OGR di Torino, le nove realtà selezionate sono state presentate durante la convention della quarta edizione del programma promosso dalla Rete Nazionale Acceleratori. L’iniziativa, organizzata da CDP Venture Capital e gestita da Plug and Play, ha già sostenuto negli ultimi tre anni 27 startup.

Supportato da UniCredit e Fondazione CRT, il programma offre formazione, sviluppo di progetti pilota e collaborazione con grandi partner industriali come Leonardo, Avio e Unione Industriali Torino. «Con questa edizione arriviamo a 36 startup accelerate: un risultato che conferma l’efficacia del modello», sottolinea Stefano Molino, responsabile del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital. L’impatto è tangibile anche sul piano occupazionale, con circa 80 professionisti altamente qualificati coinvolti.


Tra i protagonisti c’è proprio Evolunar, che ha presentato il LuNaDrone, soprannominato “cavalletta” per la sua capacità di movimento. Si tratta di un piccolo veicolo dotato di propulsori e sistemi avanzati di navigazione autonoma, progettato per esplorare i “lava tubes” lunari: oltre 300 cavità già individuate, potenzialmente cruciali sia per lo studio geologico sia per la futura creazione di basi sotterranee protette da radiazioni e micrometeoriti.

«L’idea nasce anche grazie all’astronauta Roberto Vittori – racconta Pescaglia – ed è stata al centro del mio percorso accademico, dalla tesi al dottorato. La sfida principale è stata sviluppare un sistema di Guidance Navigation and Control completamente autonomo: sulla Luna non esiste GPS, quindi il drone deve orientarsi senza alcun supporto esterno. Oggi possiamo contare su un volo estremamente preciso».


Le nove startup hanno lavorato negli ultimi mesi allo sviluppo e alla validazione industriale delle proprie tecnologie, con la possibilità, per le più promettenti, di accedere a ulteriori investimenti.

Tra queste c’è Intella (Milano), che con la piattaforma Mercury sviluppa software di monitoraggio predittivo per satelliti e infrastrutture di terra, migliorandone l’efficienza operativa. Sempre da Milano arriva SatEnlight, che punta ad aumentare la capacità dei collegamenti satellitari ottici. Da Roma, SPiN propone un adattatore modulare per semplificare la produzione dei satelliti, mentre BrainSigns sviluppa neurotecnologie indossabili per monitorare stress, attenzione e carico cognitivo.


Sul fronte internazionale, Saturn Dynamics (Londra) lavora su modelli di intelligenza artificiale generativa per la simulazione e progettazione di sistemi complessi. SVP Industries, spin-off del Politecnico di Torino, realizza invece sistemi propulsivi innovativi stampati in 3D e dotati di sensori integrati. Dagli Stati Uniti arriva CUS-GNC, che sviluppa soluzioni di pilotaggio satellitare basate sull’IA per missioni avanzate. Chiude il gruppo Hightek, con sede a Salerno, impegnata nello sviluppo di tecnologie per la gestione dei disastri naturali attraverso dati aerei e satellitari.

Un ecosistema in crescita, che punta a rafforzare il ruolo italiano nella nuova economia dello spazio.

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