SANITÀ, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E DATI SINTETICI: ITALIANI E ISTITUZIONI ALLINEATI SU INNOVAZIONE E SISTEMI PREMIALI
- davidecuneo
- 15 dic 2025
- Tempo di lettura: 5 min
L’Italia si conferma sempre più aperta all’innovazione digitale e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario. Il 64% degli italiani dichiara di sentirsi a proprio agio nell’uso di strumenti digitali per la gestione della salute, mentre il 66% si dice disponibile a condividere i propri dati sanitari per finalità di ricerca attraverso sistemi basati su IA. Una propensione che si riflette anche sul fronte istituzionale: il 70% di parlamentari e consiglieri regionali concorda sulla necessità di regolamentare con norme specifiche l’uso dei dati sintetici e dell’intelligenza artificiale in sanità, il 60% approva l’impiego dell’IA nella ricerca scientifica e nella sperimentazione clinica e il 90% dei consiglieri regionali considera l’IA uno strumento utile nello sviluppo di nuovi farmaci.
Cittadini e decisori politici appaiono dunque allineati sul valore dell’innovazione e sull’introduzione di meccanismi premianti nel sistema sanitario. È quanto emerge dall’indagine campionaria condotta da YouTrend in collaborazione con LS CUBE, presentata a Roma nel corso dell’evento “NET-HEALTH – Sanità in rete 2030”, ospitato presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati.
Accanto alla fiducia nella tecnologia, l’indagine analizza anche il sentiment rispetto ai sistemi premiali: si dichiarano favorevoli all’introduzione di premi e incentivi per migliorare le performance regionali il 48% dei cittadini, il 53% dei parlamentari e il 74% dei consiglieri regionali. Una convergenza che segnala come il Paese riconosca l’importanza di leve innovative per rendere la sanità più efficiente, equa e orientata al valore del dato. Il saldo positivo tra Regioni (+48) e Parlamento (+13) rafforza l’idea che proprio gli attori coinvolti nella governance del Servizio Sanitario Nazionale vedano nei meccanismi premianti uno strumento chiave per favorire convergenza e miglioramento delle performance.
L’indagine si inserisce nel quadro del progetto NET-HEALTH, policy enabler ideato da LS CUBE e giunto alla terza edizione, con l’obiettivo di costruire una piattaforma pluralista, informata e orientata al futuro per una sanità equa, efficiente e integrata, capace di mettere innovazione, scienza e tecnologia al servizio dei pazienti. L’edizione 2025 di NET-HEALTH. Sanità in rete 2030 si è svolta su iniziativa dell’On. Luciano Ciocchetti, con l’ospitalità dell’Intergruppo Parlamentare Innovazione Sostenibile in Sanità, e ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico, dell’industria e delle autorità regolatorie.
Al centro del confronto, la presentazione di due analisi strategiche per l’evoluzione del SSN: l’utilizzo dei dati sintetici a supporto dei processi regolatori e di Health Technology Assessment (HTA) e la definizione di sistemi premiali avanzati per migliorare le performance regionali nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
«Ospitare il percorso di NET-HEALTH – ha dichiarato Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera – ha significato offrire a questo lavoro tecnico uno spazio istituzionale per confrontare proposte e verificarne la concreta applicabilità nelle politiche pubbliche. Le indicazioni emerse vanno in una direzione chiara: supportare le Regioni nel miglioramento dei LEA, orientando gli incentivi verso chi rafforza davvero qualità e accessibilità dei servizi, e dotare il SSN di regole trasparenti per l’uso dei dati sanitari, a sostegno di ricerca, innovazione e programmazione. Come istituzioni, abbiamo il dovere di accompagnare questi cambiamenti con una governance solida e un confronto continuo».
Sulla stessa linea Rosanna Sovani, partner e capo del dipartimento Legal Public Affairs di LS CUBE, che ha sottolineato come NET-HEALTH abbia dimostrato il valore di un confronto strutturato, capace di produrre proposte tecniche concrete e implementabili, dalla definizione di incentivi per migliorare le performance regionali all’utilizzo responsabile dei dati sanitari per ricerca e programmazione. «Il valore del metodo – ha evidenziato – risiede nella stabilità del dialogo tra istituzioni, università, società scientifiche, cittadinanza organizzata e industria, nel rispetto dei ruoli e in coerenza con l’evoluzione normativa europea».
Durante il convegno è stato inoltre illustrato come le analisi di letteratura mostrino potenziali risparmi fino a 137 milioni di dollari per singolo trial clinico. Il Gruppo di Lavoro sui “Dati sintetici in sanità”, coordinato dal professor Gastone Castellani dell’Università di Bologna, ha definito un impianto metodologico avanzato per la generazione e la validazione dei dati sintetici a supporto di sperimentazioni cliniche, processi regolatori e valutazioni HTA. I risultati indicano che l’integrazione dei dati sintetici può ridurre i tempi dei processi regolatori di 4-18 mesi e generare significativi risparmi economici, garantendo al contempo la tutela della privacy dei pazienti. I case study analizzati hanno dimostrato l’efficacia dei dati sintetici nel ricostruire l’evoluzione dei biomarcatori nell’Alzheimer, nel riequilibrare dataset nel Diabete di tipo 1, nel replicare strutture complesse in ematologia e nell’ampliare campioni limitati in malattie ultra-rare come la White-Sutton Syndrome.
«Il nostro obiettivo – ha spiegato Gastone Castellani – è stato definire un quadro metodologico condiviso per l’utilizzo dei dati sintetici nella produzione di evidenze cliniche, dimostrando come possano accelerare la ricerca medica traslazionale, con benefici scientifici ed economici rilevanti per l’intero sistema sanitario».
Sul fronte normativo, il senatore Francesco Zaffini, presidente della Commissione Affari Sociali del Senato, ha ricordato come l’Italia sia il primo Stato membro dell’UE ad essersi dotato di una legge quadro organica sull’intelligenza artificiale, sottolineando il ruolo delle tecnologie IA nel ridurre i costi di ricerca, accelerare lo sviluppo delle terapie e migliorare l’accesso alle cure, a condizione di una governance solida e regole chiare. Zaffini ha inoltre evidenziato la centralità del tema dei sistemi premiali avanzati per affrontare le disomogeneità territoriali nell’erogazione dei LEA.
Il tavolo sui “Sistemi premiali avanzati per le Regioni”, coordinato dai professori Massimo Bordignon e Gilberto Turati, ha analizzato i limiti dell’attuale modello di finanziamento del SSN, proponendo il superamento della logica pro-capite a favore di un sistema orientato al valore, capace di misurare e incentivare il miglioramento continuo delle performance regionali, in coerenza con i principi di equità, efficienza e sostenibilità delineati anche nel Documento di Finanza Pubblica 2025 e nella revisione del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG).
«Misurare è fondamentale – ha spiegato Gilberto Turati – ma è l’integrazione delle misurazioni nel governo della spesa a generare il vero cambiamento. Un sistema premiale evoluto può diventare una leva strategica stabile per ridurre i divari territoriali e migliorare qualità e tempestività dei servizi».
A chiudere i lavori, il senatore Daniele Manca, capogruppo in Commissione Bilancio del Senato, ha sottolineato come il Servizio Sanitario Nazionale abbia bisogno di una nuova stagione di investimenti e gestione responsabile delle risorse, capace di coniugare sostenibilità economica, qualità dei servizi ed equità territoriale. «NET-HEALTH – ha concluso – offre un contributo concreto e prezioso: innovazione, dati, incentivi e risultati devono diventare elementi integrati delle politiche pubbliche per garantire un SSN moderno, equo e vicino ai cittadini».





















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