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IPCEI: 6 MILIARDI PER STIMOLARE L'INNOVAZIONE EUROPEA

Ecco il testo riscritto con l’uso del grassetto e senza sottotitoli, mantenendo il tono giornalistico.

Poco meno di 6 miliardi di euro di aiuti pubblici che hanno innescato 9,7 miliardi di investimenti: è questo, in sintesi, il bilancio italiano degli Ipcei (Important Projects of Common European Interest), lo strumento europeo che consente agli Stati membri di finanziare progetti transnazionali lungo tutta la catena del valore, dalla ricerca e sviluppo fino alla prima applicazione industriale, grazie a un regime più flessibile sugli aiuti di Stato.

Il punto è messo nero su bianco nell’ultima relazione annuale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) dedicata agli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive, che individua i principali filoni di innovazione già sostenuti: microelettronica, cloud, batterie, idrogeno, sanità.

Il dato chiave è l’effetto leva. Secondo i numeri della Commissione europea, gli Ipcei generano mediamente un moltiplicatore pari a 1,77: in altre parole, per ogni euro di aiuti pubblici vengono attivati quasi due euro di investimenti privati. L’Italia è poco sotto quel livello: 1,64, ottenuto con meno di 5,9 miliardi di incentivi (a valere sul fondo nazionale Ipcei, alimentato anche con risorse del Pnrr) e 9,7 miliardi di investimenti complessivi.

Entrando nel dettaglio dei programmi, due delle prime iniziative europee hanno riguardato le batterie: dal 2021 l’Italia ha partecipato con 892 milioni di euro a sostegno di progetti di imprese e organismi di ricerca per 1 miliardo e 2 milioni.

Sul fronte idrogeno, i quattro progetti indicati — Hydrogen technology, Hydrogen industry, Hydrogen on mobility & transport e Hydrogen infrastructure — hanno visto l’allocazione di 2,31 miliardi di euro di agevolazioni a fronte di 3 miliardi di attività progettuali.

Per la tecnologia cloud, l’Ipcei dedicato sostiene 590 milioni di investimenti con aiuti per 457 milioni. Nella sanità, il filone con due iniziative in corso — Med4Cure e Tech4Cure — agevola interventi per 526 milioni con aiuti pari a 359 milioni.

Il capitolo più pesante resta però la microelettronica: le due iniziative già avviate hanno mobilitato 4,62 miliardi di investimenti, con agevolazioni per 1,87 miliardi.


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