TORINO, PMI E IA PER UN'INNOVAZIONE SOSTENIBILE
- 3 giorni fa
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L’intelligenza artificiale ha smesso di essere materia da convegni: oggi è una variabile industriale. Torino tenta un cambio di passo con un Memorandum of Understanding triennale siglato tra l’Unione Industriali Torino e l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale. Obiettivo: accelerare l’adozione dell’AI nel sistema produttivo piemontese, in particolare tra le piccole e medie imprese, trasformando la ricerca in applicazione operativa.
L’intesa, firmata il 2 marzo 2026, prova a ridurre una distanza che in Italia resta strutturale: quella tra competenze scientifiche e processi produttivi.
AI4I, nato nel 2021 per rafforzare ricerca e trasferimento tecnologico nell’ambito dell’intelligenza artificiale, mette sul tavolo infrastrutture, capacità ingegneristiche e servizi di accompagnamento. L’Unione Industriali porta invece la domanda delle imprese, le esigenze delle filiere, i bisogni concreti.
«L’intelligenza artificiale nelle filiere non è più futuro, è presente che richiede decisioni», osserva Marco Gay, presidente dell’associazione torinese. Il punto non è inserire tecnologie in modo episodico, ma costruire un ecosistema: percorsi scalabili, ambienti dimostrativi, aggregazione della domanda. Una filiera resta competitiva solo se tutti i suoi anelli evolvono insieme; l’AI, in questa prospettiva, deve colmare il divario tra grandi gruppi e Pmi, non ampliarlo.
Dal lato della ricerca, Fabio Pammolli, presidente di AI4I, insiste sulla necessità di portare l’intelligenza artificiale dentro i cicli produttivi reali. Non solo sperimentazione, ma integrazione nei processi: ricerca applicata, sviluppo e gestione industriale devono dialogare. È in quell’intersezione che l’AI diventa leva di competitività.
Il memorandum prevede strumenti operativi. Centrale sarà la piattaforma SUK (System User Knowledge), pensata per favorire l’incontro tra domanda e offerta di soluzioni di intelligenza artificiale. Non un semplice marketplace, ma un dispositivo di accompagnamento che aiuta le imprese a individuare tecnologie coerenti con i propri fabbisogni.
Le aziende associate potranno avviare progetti pilota, accedere ai laboratori dell’AI4I R&D Center per attività di ricerca applicata e trasferimento tecnologico e utilizzare la facility HPC di ultima generazione, la AI4I Foundry, dedicata al calcolo ad alte prestazioni. Infrastrutture che, per molte Pmi, resterebbero altrimenti fuori portata.
La partita decisiva si gioca sulle piccole e medie imprese. Per loro l’intelligenza artificiale non può restare un esercizio di stile: deve rispondere a bisogni tangibili: ottimizzazione dei processi, manutenzione predittiva, controllo qualità, gestione strutturata dei dati. Non basta conoscere le best practice; serve anche orientarsi tra gli strumenti di finanza agevolata, nazionali ed europei, che possono rendere sostenibile l’investimento.
L’intesa tra l’Unione Industriali Torino e l’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale assume così un valore che è insieme economico e politico. L’innovazione non può limitarsi alla narrazione: deve diventare accessibile, misurabile, replicabile. Se l’impianto reggerà alla prova dei fatti, l’accordo potrà trasformarsi in un modello esportabile anche in altri contesti industriali.














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